Esemplari censiti da ISTC al 25/03/2026
London, British Library
Manchester, John Rylands University Library ( Incunable Collection 9380)
Milano, Archivio storico civico e Biblioteca trivulziana (Triv. Inc. Dante 9)
Stato di conservazione: ottimo; Si tratta dell'unico esemplare completo conservato in Italia; in buono stato di conservazione, a
eccezione di occasionali tracce di ossidazione e sporadici fori e camminamenti
di insetti xilofagi.
Legatura: Legatura in cuoio rosso (sec. XIX) con impressioni a
secco e in oro su piatti in cartone; al centro dei piatti, supralibros
della Biblioteca Trivulzio con motto («NE TE SMAY»), impresso in oro; dorso
liscio a sette scomparti, delimitati da filetti ornamentali impressi in oro; motivi
decorativi impressi in oro a tutti gli scomparti, a eccezione del secondo, che
reca, impresso in oro, l’autore («LIBER / DANTIS») e del quarto, che reca i dati tipografici («IMPRESSVS
/ A MAGISTRO / FEDERICO VERONENSI / JESI 1472»). Risguardi e guardie coerenti in
carta decorata con motivi a spirale sui toni del rosso, del blu e del giallo;
al margine inferiore esterno del risguardo anteriore, etichetta cartacea con
annotazione manoscritta («209»). Quattro carte di guardia anteriori; al margine
superiore del verso della prima guardia anteriore e del recto
della seconda, timbro in inchiostro nero («89 5»); al margine inferiore interno
del recto della seconda guardia anteriore, a matita, di mano moderna,
attuale segnatura di collocazione («Dante 9 Inc.»). Tagli dorati.
Interventi manoscritti: Cartulazione progressiva
in cifre arabe, a matita, di mano moderna, all’angolo superiore esterno del recto
di ciascuna carta. Al margine inferiore esterno
di alcune carte, tracce di un’antica segnatura fascicolare manoscritta,
parzialmente rifilata. In alcune carte, in
corrispondenza dell’inizio di un nuovo canto, sono presenti annotazioni atte a
segnalare la partizione testuale: a c. [b]3v, in corrispondenza dell’incipit
di Inf. VII, si legge «Inf. c. 7»; a c. [d]6r, in corrispondenza
dell’incipit di Inf. XVIII, si legge «c. 18». Nel caso del Purgatorio
e del Paradiso è segnalata anche la ripartizione per cantica: a c. [h]3v,
in corrispondenza dell’incipit della seconda cantica, si legge
«Purgatorio / i»; a c. [p]6r, in corrispondenza dell’incipit
della terza cantica, si legge: «Paradiso c. i». Poche, frettolose, annotazioni di mano sei-settecentesca: ad esempio, segni d'attenzione in forma di croce o linee oblique e qualche sporadico notabilia (a c. [e]8r, in
corrispondenza dei vv. 115-117 di Inf., XXIII «Caiphas pontifex»;; A c. [f]9v, in corrispondenza dei vv. 46-48 di Inf. XXIV «Labor necess.»; in corrispondenza dei vv. 49-51:
«fama»; In corrispondenza dei vv. 52-54: «animi virtus»; A c. [i]5r, in
corrispondenza dei vv. 76-93, lunga graffa accompagnata dall’annotazione «in
italiam».
Provenienza: Al centro dei piatti supralibros della Biblioteca Trivulzio con
motto («NE TE SMAY»), impresso in oro; ac. [y]10v si legge
l’annotazione: «Questo è quel Danto [sic.] de virtù si pieno che il
mondo…», accompagnata dal'enigmatico monogramma: «WaCoBaVta».
Nomi collegati: Gian Giacomo Trivulzio (possessore)
New York, The Morgan Library
Ravenna, Biblioteca del Centro dantesco
Roma, Casa di Dante