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Copia permalink
Firenze, Biblioteca Riccardiana, 1023
Datazione: 1380; datazione dichiarata nella sottoscrizione.
Stato di conservazione: ottimo
Consistenza: III + 172 (bianca c. 172) + II'
Numerazione: Cartulazione antica; aggiunta modernamente a c. 33 (carta di sostituzione).
Misure: 294 × 220 (c. 8r).
Righe e linee: rr. 2, ll. 37 (leggermente variabile).
Specchio rigato: 30 [214] 50 × 30 [130] 60.
Fascicolazione: 1-10¹⁶, 11¹²
Disposizione del testo: a piena pagina.
Richiami: orizzontali e spostati a destra, in genere inseriti all'interno di una cornice ornamentale o figuarata tracciata con inchiostro rosso.
Tipologia grafica: Mercantesca (mano di Gregorio di Stagio Dati, che si sottoscrive nell'iniziale decorata di c. 1r (e verosimilemente alle cc. iiiv e 171v) per il testo, la tavola delle partizioni del commento (diviso per proemio e incipit dei canti); alla stessa mano o a una mano di poco posteriore vanno attribuite anche le rade annotazioni marginali, per lo più notabilia, vergate in una scrittura bastarda più posata)
Decorazione: Iniziale figurata a penna (c. 1r) con l'incontro di Dante con le tre fiere e il nome Gregorius Stagii inserito nel tracciato della lettera e seguito dalla scritta «me scripxit» che corre lungo l'ornamentazione vegetale. Schemi alle cc. 47r, 82r. 96v. Rubriche, iniziali dei commenti ai canti e segni di paragrafo in inchiostro rosso; maiuscole su fondo giallo (oggi poco visibile).
Contenuto:
cc. 1r-171v
Titolo identificato: Ottimo commento. Inferno Vai a CoDA
Incipit: «Nel mezo del cammin di nostra vita e cetera. La natura delle cose aromati|che è questa che molto maggiorme(n)te peste che integre rendono odore»
Explicit: «E vassi a rivedere le cose celestiali alle quali ci co(n)duca (Cristo). Amen Amen Amen Amen»
Stato del testo: Lacunoso
Osservazioni: Per la caduta della originaria c. 33, il testo presenta una lacuna saltanto dal commento a Inf. IV 128 a quello a Inf. IV 137. A c. 171v l'explicit è seguito dalla seguente formula di chiusura (che alterna righe scritte in rosso): «Finisce la chiosa del primo libro della Commedia di Dante. | Laus tibi sit Christe quoniam liber explicit iste. | Qui scrissit scribat et semper cum Domino vivat. | Qui scripsit hunc librum colocetur in Paradisum. | Anima scrittoris sup(er)ni lettetur amoris» e dal colophon (con rasura del nome) «Explicit anno an(n)o mccclxxx scrittus per [...]». Il testo del commento è ritenuto da Boccardo, editore dell'Ottimo commento all'Inferno, descriptus del ms. Firenze, BNCF II.IV.120 e sarebbe dunque latore di una quarta redazione del commento (Ottimo commento, to. I p. clxx; Boccardo, La "quarta forma", pp. 382-85).
Storia del manoscritto: Il ms. fu scritto e posseduto da Gregorio di Stagio Dati (1362-1435), noto come Goro Dati, mercante, uomo politico fiorentino e scrittore (fu autore di una Istoria di Firenze e di un Libro segreto di ricordi familiari). A c. 171v è presente il colophon con data e sottoscrizione (oggi non leggibile per rasura): «Explicit anno mccclxxx scrittus per [...]». A c. IIIv è presente un'ulteriore sottoscrizione in littera textualis sempificata, depennata e oggi solo parzialmente leggibile: «Questo libro è di Ghoro di Stagio Dati e di sua propria mano scripto, il quale priega ciascuno a cui lo presterà che n'abbia buona ghuardia, et priega a dDio che a ciascuno che llo leggerà conceda [...]». Infine, a c. 1r, Goro inserisce il proprio nome all'interno del tracciato della N iniziale continuando poi nel margine interno lungo il fregio (si legge dunque «Gregorius Stagii me scripxit»). Teresa De Robertis in MDI vol. 3, nr. 7 considera la sottoscrizione di c. IIIv di mano
posteriore e ritiene inoltre che Goro abbia «aggiunto il suo nome entro l’iniziale a
c. 1r appropriandosi del merito della copia» mentre si esprimono a favore della paternità datiana invece McCormick, che gli attribuisce anche le postille marginali, e Bellomo.
A c. IIIr compare l'intitolazione (della stessa mano, prob. cinque-seicentesca, che titola il Ricc. 1016) «Comento di Dante» mentre di mano prob. settecentesca è l'intitolazione presente a c. Ir: «Chiose | sopra la Ia cantica di Dante». L'antica segnatura riportata dal Lami è O II 3; nel ms. è presente il timbro usato nel Settecento nella biblioteca della famiglia Riccardi.
Sotto l'aspetto testuale, il manoscritto è ritenuto descriptus del ms. Firenze, BNCF, II.IV.120 dall'editore dell’Ottimo commento
all’Inferno (cfr. Ottimo commento, to. I p. clxx; si veda anche Boccardo, La "quarta forma", pp. 382-85). Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla curata da Gennaro Ferrante per MOL e alla bibliografia.
Legatura: Legatura di origine settecentesca in mezza pelle su assi di legno, restaurata da Carabini nel 1947, da Masi-Andreoni nel 1965 e da Masi nel 2000, con mantenimento delle assi originarie.
Bibliografia:
Inventario e stima della libreria Riccardi. Manoscritti e edizioni del secolo XV. Firenze: 1810
Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi. L’esegesi della ‘Commedia’ da Iacopo Alighieri a Nidobeato. Firenze: Olschki, 2004
Paul Colomb De Batines, Bibliografia dantesca, ossia Catalogo delle edizioni, traduzioni, codici manoscritti e comenti della ‘Divina Commedia’ e delle opere minori di Dante. Prato: Tipografia Aldina, 1845-1846
G. Lami, Catalogus codicum manuscriptorum qui in Bibliotheca Riccardiana Florentiae adversantur in quo multa opuscula anecdota in lucem passim proferuntur et plura. Ad Historiam literariam locupletandam inlustrandamque idonea, antea ignota exhibentur. Liburni: ex Typographio Antonii Sanctini et sociorum, 1756
Enrico Malato, Andrea Mazzucchi, Censimento dei commenti danteschi. 1. I commenti di tradizione manoscritta (fino al 1480). Roma: Salerno Editrice, 2011
Salomone Morpurgo, I manoscritti della R. Biblioteca Riccardiana di Firenze. Manoscritti italiani. Roma: Presso i principali librai, 1893
L. Rigoli, Illustrazioni di vari codici Riccardiani.
Descrizione a cura di: Roberta Di Giorgi
Immissione dati a cura di: Roberta Di Giorgi